Julian of Norwich, Her Showings and Its Contexts, Website © Elisabetta Pellegrini Sayiner, Julia Bolton Holloway, 1997


LE VISIONI DI GIULIANA DA NORWICH

SECONDO IL MANOSCRITTO DI WESTMINSTER

TRADOTTO DA ELISABETTA PELLEGRINI SAYINER


{Giuliana da Norwich inizia il manoscritto di Westminster con un' immagine della Vergine Maria che adora suo Figlio, come in Dante, Paradiso XXX.1-6.

I concetti teologici di Giuliana sembrano avere un suono molto moderno. I computer, così come il nostro cervello e il gioco delle croci e dei cerchi, trovano di solito la soluzione di un loro problema semplicemente attraverso un processo binario di uno e nullo. Il senso di 'unificare' per Giuliana corrisponde al trasformarsi di un individuo in un'immagine di Dio. 'Nullificare', il contrario di 'unificare' rappresenta il male, che, in quanto tale, non esiste. La sua 'infinitezza' è una caratteristica di Dio, che esiste in qualunque momento, mentre i sempre più piccoli frammenti di tempo, così come pure la morte, appartengono al nulla.

Ci sono tre versioni delle Visioni di Giuliana. La prima, il manoscritto di Westminster, di cui qui sono presentati alcuni passi, è stato scritto probabilmente nel 1368, quando Giuliana aveva venticinque anni. Il manoscritto di Parigi e due versioni più tarde, ora nella Biblioteca Brittanica, contengono un testo scritto quando aveva cinquanta anni e discutono una visione del Crocefisso che aveva mentre giaceva, così credeva, morente nel 1373. Un'ultima versione è stata composta quando aveva settanta anni, nel 1413, mentre i Lollardi, progenitori dei Quacqueri, venivano bruciati al rogo. Giuliana ha passato un'intera vita scrivendo questo libro. Da quando aveva cinquanta anni in poi ha vissuto come una Solitaria, un'eremita, in un eremitaggio presso la Chiesa di san Giuliano a Norwich. Probabilmente vestiva l'abito nero delle suore Benedettine perchè, probabilmente, era prima stata al Priorato di Carrow, e aveva consolato i tribulati come Margery Kemp da Lynn. In tutte queste versioni eccetto l'ultima, Giuliana include dei passi della Bibbia in inglese medioevale da Isaia, Giona, dalle Lettere e da molti altri libri. Tuttavia, non osa farlo nella versione del 1413 quando possedere o usare la traduzione di Wyclif in inglese della Bibbia sarebbe costato l'essere messo al rogo come eretico Lollardo. Eppure l'ultima parola della sua ultima versione è il termine Lollardo 'un cristiano alla pari', cioè il proprio prossimo o un cristiano alla pari agli occhi del proprio Creatore.

La lettera iniziale del manoscritto di Westminster è miniata con decorazioni a pennino in blu e rosso. Il testo è scritto in inchiostro di seppia. Ci sono disegni di mani al margine che puntano alle parti importanti del testo. Le parti in grassetto, cioè le parole di Cristo, nel manoscritto di Parigi sono scritte in rosso.


Testo

{Il nostro amabile e buon Signore Iddio mi ha in parte mostrato la sapienza e la verità a proposito dell'anima della nostra benedetta Signora, Santa Maria, così ho compreso la sua riverente contemplazione, cioè che lei ha contemplato il suo Dio che è il suo Creatore, meravigliandosi con gran riverenza perchè Lui era nato da lei che era una persona semplice, generata da Lui stesso. Perciò questa era la ragione della sua meraviglia: 'Che colui che era il suo fattore fosse nato da lei che è la sua fattura.' Questa saggezza e verità, sapendo la grandezza del Creatore e la piccolezza di sè, cioè della creatura, è la ragione per cui Maria ha detto con assoluta mitezza a Gabriele, 'Eccomi, sono l'ancella di Dio.' Questa sapienza e verità le fece vedere il suo Dio così grandioso, così alto, così possente e così buono che la grandezza e la nobiltà e la contemplazione di Dio la riempirono di riverente venerazione. Ed allo stesso tempo si vide così piccola e meschina, così semplice e povera rispetto al suo Dio che questa reverente venerazione la riempì di mitezza. E perciò, per questo motivo, fu piena di grazia e di virtù sotto tutti gli aspetti e per questo sorpassò ogni altra persona. A questa vista veramente capii che lei è superiore a tutti quelli che Dio ha creato sotto di lei in qualità e pienezza. Perchè sopra di lei non c'è nessuna cosa creata: eccetto la beata umanità di Cristo, così come a me è apparsa. E questo il nostro buon Signore ha reso del tutto palese alla mia comprensione per istruirci.

. . . . .

Ed in questo Lui mi ha mostrato una piccola cosa, la quantità di una nocciola, che sembrava giacere nel palmo della mia mano. Ed era rotonda come ogni altra palla. L'ho guardata con gli occhi dell'intelletto e ho pensato, 'Che cosa può mai essere?' E mi fu risposto, 'Questo è tutto ciò che è stato creato'. Mi meravigliavo di come avesse potuto durare, perchè pensavo che avrebbe potuto improvvissamente cadere dalla piccolezza al nulla. E la risposta giunse alla mia mente: 'Dura e durerà per sempre perchè Dio l' ama'. Nello stesso modo in cui tutte le cose sono state iniziate dall'amore di Dio.

Ed in questa piccola cosa ho visto tre proprietà. La prima è che Dio l'ha creata. La seconda è che la ama. E la terza è che la sostenta. Cosa significa questo per me? Dio è davvero Creatore, Guardiano, e Amante. Perciò fino a che non mi sarò completamente unificata a Lui, non avrò mai un vero riposo o una vera beatitudine. Questo significa: fino a che non sarò così legata a Lui che non vi ne nulla di materiale tra il mio Dio e me.

Pensavo che questa piccola cosa che è stata generata avrebbe potuto cadere nel nulla per la sua piccolezza. Da questo dobbiamo intuire che tutte le cose che sono state create sono una nullità in confronto ad amare ed avere Dio che è sempiterno.

Poichè questa è la ragione per cui non troviamo pace nel nostro cuore e nella nostra anima, perchè noi cerchiamo la pace qui, in questa cosa che è così piccola, dove non c'è riposo e non si conosce Dio, che è del tutto onnipotente, del tutto sapiente e del tutto buono. Perchè Lui è il vero riposo. Dio si renderà noto e ci permetterà di riposare in Lui. Perchè tutto quello che è inferiore a Lui non ci basta. E questa è la ragione per cui nessuna anima trova riposo finchè non annula tutto ciò che è stato creato. Ma quando l'anima vuole essere annullata per amore, per ottenere Lui che è tutto, allora è capace di trovare riposo spirituale.

Inoltre il Signore ha dimostrato che non c'è più grande piacere per Lui che ricevere un'anima innocente, nuda, semplice e umile. Di fatti questa è la naturale propensione dell'anima grazie al tocco dello Spirito Santo. E secondo il mio intendimento di quello che ho ottenuto in visione, 'Dio, nella tua bontà, datti a me. Perchè sei abbastanza per me e non voglio chiedere niente altro che sia inferiore, così che possa essere completamente degna di Te. E se chiedessi qualunque cosa che fosse inferiore, mi mancherebbe ancora qualcosa. Ma soltanto in Te ho tutto'. Ed anche queste parole, 'Dio nella tua bontà', sono amabili per la nostra anima e toccano molto da vicino la voluntà di nostro Signore. Perchè la Sua bontà comprende tutta la Sua creazione e tutte le Sue opere benedette e le sorpassa senza fine. Perchè Lui è l'infinitezza e ci ha creati solo per se stesso e ci ha salvati con la Sua preziosa Passione e ci ha sostenuti con il Suo amore benedetto e tutto questo è il frutto della sua bontà. Questa visione mi è stata data, secondo me, per insegnare alle nostre anime ad aderire saggiemente alla bontà di Dio.

. . .

È la voluntà di Dio che la nostra ricerca del Suo dono abbia tre caratteristiche. La prima è che Lo cerchiamo di nostra iniziative e con buona volontà, senza indolenza e, grazie alla sua Grazia, con gioia ed allegria, senza goffa pesantezza e vano dolore. La seconda è che Lo aspettiamo con risolutezza, per amor suo, senza lamentarci e senza combatterLo fino alla fine dei nostri giorni perchè questi dureranno ben poco. La terza è che ci fidiamo di lui possentemente e con fede del tutto sicura perchè è la Sua voluntà di farci sapere che arriverà all'improvviso, pieno di benedizioni per tutti coloro che Lo amano dato che la Sua potenza è segreta e sarà allora riconosciuta. La sua apparizione sarà rapida ed improvvisa e si crederà in Lui perchè Lui è potente, umile ed amabile. Che sia benedetto.

Dopo di ciò ho visto Dio in un punto. Ciò secondo il mio intelletto, ma l'interpretazione che ne ho tratto è che Lui è tutte le cose. Osservai con attenta ponderazione, vedendo e comprendendo attraverso quella visione, che Lui fa tutto ciò che è fatto, perchè nulla è troppo piccolo per Lui. E vidi che nulla avviene per caso o per sbaglio, ma tutto viene fatto dalla omnisciente saggezza di Dio. E se anche ci fosse il caso o la fortuna nella vita dell'uomo, la nostra cecità e la nostra mancanza di prudenza ne sarebbe la causa. Quindi so bene che nell'intenzione di nostro Signore Iddio non c'è causalità o accidente. E perciò è necessario che riconosca che tutte le cose che sono state fatte sono state fatte bene, perchè il Signore nostro Dio le fa tutte. In questo momento non appare la potenza della Creazione, ma quella del nostro Signore Iddio nella creazione, perchè Lui è il centro di tutte le cose e le crea tutte.

E sono sicura che non ha creato il peccato. E qui ho visto con certezza che il peccato non è un'entita. Inoltre in altre visioni nostro Signore Iddio mi ha detto, 'Guarda, sono Dio. Guarda, sono tutte le cose. Guarda, creo tutte le cose. Guarda, non ho mai abbandonato le opere della mia mano nè mai le abbandonerò senza fine. Guarda, conduco tutte le cose al fine che ho stabilito per loro da prima dell'inizio con lo stesso potere, amore e sapienza, con cui le ho create. Dunque come potrebbe esistere qualcosa di male?'.

Io ho visto con assoluta certezza che Lui non cambia mai la Sua intenzione sotto nessun aspetto e non lo farà mai fino alla fine del tempo. Poichè non vi è nulla che gli sia ignoto nel giusto ordine fin da prima dell'inizio. Perchè tutte le cose erano state ordinate prima che ogni cosa fosse stata creata, così come sarà per tutta l'eternità.

. . .

E questo mi fu mostrato con queste parole, 'Sei stata ricompensata?' E Cristo disse queste altre parole, 'Se tu sei ben ricompensata, io sono ricompensato'. Come se avesse voluto dire, 'Per me è sufficientemente piacevole e gioioso ed non ti chiedo niente altro per il tuo travaglio se non che possa compensarti'. Ed è questo che mi ha fatto venire in mente le qualità di un fiume felice che si prende poca cura delle cose che dà, ma il suo desiderio e tutto il suo intento è dare piacere e solazzo a colui a cui dà doni. E se colui che riceve i doni li prende con gioia e gratitudine, allora il amabile beneficatore considera un nulla tutti i suoi oneri e tutta la sua fatica per la gioia e la delizia che ha, perchè ha compiaciuto e rallegrato colui che ama. Abbondamente e compiutamente questo mi fu mostrato.

. . .

Inoltre il nostro Signore mi mostrò come pregare. In questa apparizione ho visto due condizioni secondo l'intenzione di nostro Signore. Una consiste in una giusta e completa preghiera. E l'altra di una fiducia certa. Pur tuttavia spesso la nostra fiducia non è completa perchè non siamo certi che Dio ci senta. Pensiamo che sia a causa della nostra bassezza e che è per questa ragione che non sentiamo nulla. Perchè spesso, dopo che abbiamo pregato, ci sentiamo spogli e secchi come eravamo prima. E perciò per via delle nostre sensazioni, la nostra follia è la causa della nostra manchevolezza. Io stesso mi sono sentita così.

Il signore improvissamente mi portò alla mente tutto questo e mi mostrà queste parole e disse, 'Io sono la ragione del tuo cercare. Prima di tutto è la mia voluntà che tu trovi ed io ti faccio volere ciò che cerchi. E quindi, come è mai possibile che tu non abbia desiderio di cercare dato che ti ho creato perchè cercassi e cerchi'. E così è nel primo ragionamento dei tre che seguono: il nostro Signore Iddio mostra una grande consolazione, per quanto possibile, dicendo queste stesse parole nel primo ragionamento. In cui Lui dice, 'E cerchi'. Qui mostra un completo e grande compiacimento e l'infinita ricompensa che ci darà per la nostra ricerca.

E disse nel terzo ragionamento, 'Allora come dovrebbe essere questo?' Questo fu detto riguardo ad una impossibilità. Perchè la cosa più impossibile che possa esservi è che dobbiamo cercare misericordia e grazia e non ottenerle. Perchè tra tutte le cose che nostro Signore ci fa cercare, ci ha predestinate queste da prima dell'inizio.

Dunque possiamo vedere che la nostra ricerca non è la causa della benevolenza e della grazia che ci dà, ma è la Sua propria benevolenza che dimostra in tutte queste dolci parole quando dice, 'Io sono la ragione delle vostre preghiere e del vostro cercare'. Ed il nostro Signore vuole che questo sia noto a tutti coloro che sulla terra Lo amano. E quanto più lo comprendiamo tanto più dobbiamo cercare, se questo è compreso sapientamente. E questo dunque è ciò che nostro Signore intende.

La sapiente ricerca è un vero, sensibile, duraturo desiderio dell'anima unita e legata stretta alla volontà dello stesso nostro Signore Iddio. Lui è il primo a ricevere le nostre preghiere, penso, e le accetta come giuste con gratitudine e gli fanno un grandissimo piacere. Le manda su e le mette nella sua Tesoreria, dove non moriranno mai. Le nostre preghiere vengono ricevute là, davanti a Dio e a tutta la sua Santa Corte che sempre soddisfa i nostri bisogni. E quando riceveremo la nostra beatitudine, saremo presi da una tale gioia insieme ad un infinito adorante ringraziamento a Lui. Il nostro Signore è completamente lieto e felice delle nostre preghiere. Quindi vi dà uno sguardo e l'orante l'ottiene. Perchè attraverso la Sua grazia ci rende simili a sè in condizione così come lo siamo per natura.

Mi disse anche, 'Prega anche se pensi che non ti aiuti'. Anche i ringraziamenti fanno parte delle preghiere. Il ringraziamento è un' autentica coscienza interiore mista a una grande reverenza ed a una paura amorevole che ci fa volgere con tutte le nostre forze verso le opere a cui Dio ci ha diretto con gioia interiore e gratitudine. E alle volte con copiosità che irrompe in una voce che dice, 'Signore Iddio abbi pietà e che Tu sia benedetto'.

. . .

La Verità vede Dio e la Sapienza Lo ammira e da queste due ne viene un terzo, che è una delizia sacra e meravigliosa in Dio, cioè l'Amore. Dove vi sono verità e sapienza, veramente c'è amore e veramente questo viene da entrambe, così come tutto ciò che è stato creato da Dio. Perchè Dio è l'infinita sovrana verità, l'infinita sovrana sapienza, l'infinito sovrano amore esistente senza essere stato creato.

. . .

Ed inoltre vuole che sappiamo che questa valente cara anima è stata preziosamente intrecciata a Lui quando è stata creata. Gli intrecci sono così sottili e così possenti che questa è una con Dio ed in questa unificazione è resa infinitamente sacra. Inoltre Dio vuole che sappiamo e comprendiamo che tutte le anime che saranno salvate in cielo sono intrecciate senza fine in un solo nodo e unite in un'unificazione e rese sante dalla Sua santità. Ed a causa del grande ed infinito amore che Dio ha per tutta l'umanità, Dio non fa nessuna differenza nel suo amore tra la benedetta anima di Cristo e l'ultima anima che sarà salvata. Perchè è molto semplice vivere e credere che il posto della benedetta anima di Cristo sia più alto nella gloriosa divinità. E veramente così comprendo quello che il Signore intende: dov'è la benedetta anima di Cristo, là è anche la sostanza di tutte le anime che saranno salvate da Cristo.

Noi dobbiamo compiacerci grandemente del fatto che il nostro Dio abiti nella nostra anima e dobbiamo compiacerci ancora di più che la nostra anima abita in Dio. Ed il posto in cui la nostra anima abita è in Dio che esisteva prima che tutto fosse stato creato. Vedere e sapere che Dio, che è il nostro creatore, abita nella nostra anima è una profonda illuminazione interiore. Ed ancora più profondo ed ancora più interiore è vedere e conoscere la nostra anima, che è stata creata e che abita in Dio nella sostanza, e la sostanza delle nostra anima che, grazie a Dio, ci rende quello che siamo.

Inoltre l'onnipotente verità della Trinità è nostro Padre. Perchè ci ha creati e ci mantiene in Lui. E la profonda sapienza della Trinità è nostra Madre, in cui noi siamo tutti racchiusi. E l'alta benevolenza della Trinità è nostro Signore ed in Lui siamo vicini e Lui è in noi. Tutta la potenza, tutta la sapienza e tutta la benevolenza; un Dio, un Signore, una benevolenza.

. . .

Dio è più vicino a noi che la nostra stessa anima perchè Lui è il terreno su cui la nostra anima si regge e Lui è lo strumento che mantiene la sostanza ed il corpo insieme così che non se ne parta mai. Perchè la nostra anima siede in Dio, in un vero riposo, e la nostra anima si regge in Dio con forza sicura e la nostra anima naturalmente ha le sue radici in Dio, con amore infinito. E perciò se vogliamo conoscere la nostra anima e avere stretti rapporti spirituali ed inoltre amare, bisogna cercare la nostra anima dentro a nostro Signore in cui è racchiusa.

. . .

E così come è vero che Dio è nostro Padre, è altrettanto vero che Dio è nostra Madre. E Dio mostra questo in tutte le cose e più precisamente in queste dolci parole in cui dice, 'Io lo sono'. Questo significa, 'Io lo sono: la potenza e la benevolenza della divinità; Io lo sono: la sapienza e la sensibilita della Maternità; Io lo sono: la luce e la grazia che è tutto amore benedetto; Io lo sono: la Trinità; Io lo sono: l'Unità; Io lo sono: l'alta sovrana bontà di tutti gli aspetti delle cose; Io lo sono: quello che ti fa amare; Io lo sono: quello che ti fa desiderare l'infinita pienezza di ogni vero desiderio'.

. . .

Comprendo che vi sono tre modi in cui guardare alla Maternità di Dio. Il primo è la base della nostra naturale creazione. Il secondo è l'acquisto della nostra natura e lì incomincia la Maternità della grazia. Il terzo è la Maternità della creazione e questo è un'espandersi della grazia fino a una lunghezza e ampiezza e profondità senza fine. E tutto questo è un solo amore.

. . .

La mano della madre è la più vicina, la più pronta e la più sicura. è la più vicina perchè è naturale, la più pronta perchè è quella che ama di più, la più sicura perchè è quella della verità. Questo compito nessuno sarebbe in grado o sarebbe mai capace di compiere completamente, eccetto solamente Gesù Cristo, Dio e l'Uomo. Sappiamo bene che tutte le nostre madri ci hanno dato alla luce con dolore e a rischo di morire. Ma solo la nostra vera Madre, Gesù, ci ha dato alla luce con gioia e con benedizione e ci ha dato la vita eterna. Che lui sia benedetto.

Perciò ci mantiene con Lui nel suo amore. E ha patito per tutto il tempo necessario durante il quale sofferse i più acuti spasimi e i più severi dolori che ci siano mai stati. E morì alla fine e fece questo perchè ci potesse far nascere alla beatitudine. Questo ancora non sarebbe stato sufficiente per il suo meraviglioso amore. E questo mi mostrò in queste alte ed eccellenti parole d'amore, 'Se potessi soffrire di più, vorrei soffrire di più'.

Gesù non può morire di nuovo, ma non vorebbe smettere di sacrificarsi. Perciò deve nutrirci perchè il caro e valente amore della Maternità, Lo ha reso nostro debitore. La madre può dare a suo figlio il suo latte da succhiare, ma la nostra preziosa Madre Gesù può nutrirci con se stesso e lo fa con completa disponibilità e completa tenerezza attraverso il benedetto sacramento del suo corpo e del suo sangue che è il cibo prezioso della vita stessa. E con tutti questi dolci sacramenti ci sostiene con pietà e con grazia.

. . .

Le dolci e graziose mani della Madre sono pronte per noi e sono diligenti. Perchè in tutte queste opere la Madre pratica l'autentico ufficio di una gentile balia che non ha niente altro da fare se non prendersi cura della salute del suo bambino. È con questo ufficio che il nostro Signore Gesù Cristo ci salva. È la sua virtù che lo compie ed è la sua volontà che lo si venga a sapere. Poichè vuole che lo amiamo dolcemente e ci fidiamo di Lui con mitezze e con forza. 'Vi sostengo con gran sicurezza'. Inoltre un figlio naturale non perde la sua fede nell'amore di sua madre e naturalmente il bambino non è presuntuoso, naturalmente ama la madre e entrambi si amano a vicenda.

Inoltre avevo un grande desiderio e speranza che, grazie al dono di Dio, fossi liberata da questo mondo e da questa vita perchè spesso ho osservato la pena che è di questa vita e il benessere e la condizione benedetta che è in cielo e ho talvolta pensato che malgrado non abbia avuto in questa vita altro dolore che l'assenza di nostro Signore Iddio, questo era più di quanto potessi tollerare e questo mi faceva lamentare ed ansiosamente sperare. Inoltre la mia stessa miseria, pigrizia e tedio mi furono d'aiuto in questo frangente perchè non volevo vivere e soffrire perchè era per me insopportabile. Ed a tutto questo il nostro amabile signore Iddio rispose confortandomi ed aiutandomi ad essere paziente, dicendomi queste parole, 'Improvvisamente sarai liberata da tutto il tuo dolore e da tutta la tua malattia e da tutto il tuo strazio. E verrai quassù e avrai da me la tua riconpensa ed il tuo premio e sarai piena di gioia e di beatitudine. E non avrai mai più nessun tipo di dolore, nè nessun tipo di malattia, nè nessun tipo di dispiacere, nè nessun desiderio della volontà, ma avrai per sempre gioia e beatitudine senza fine. Qual'è dunque la ragione per cui ti lamenti di soffrire un poco, dato che questa è la mia volontà e il mio comando?'

È la voluntà di Dio che Lo scegliamo come punto di riferimento dei nostri pensieri in questa benedetta adorazione il più spesso ed il più a lungo che possiamo.


Return to the Comunita` dei figli di Dio Homepage

Return to the Juliansite Homepage.

Book Reviews. Submissions Encouraged.

Bibliography. Submissions Encouraged.

The Julian Library Portfolio, 1996.
© Copyright, Elisabetta Pellegrini Sayiner; Julia Bolton Holloway (juliana@tin.it), Fiesole
Website design: Timothy E. Thompson (tethomps@syr.fi.it), Florence
Webmaster: Otfried Lieberknecht (lieberk@berlin.netsurf.de), Berlin
Nota Bene Consultant: Tony St Quintin (tsq@nb-uk.win-uk.net), Leeds

This site last updated 2 November 1998.